lunedì 10 dicembre 2012



Che succede “Dentro e Fuori” ALU a 5 mesi dall’accordo? Procede tutto come concordato? Serve intervenire, cambiare…?


Da luglio 2012, dopo l’accordo su CIGS e mobilità, i lavoratori e le lavoratrici posti in cassa integrazione si sentono sempre più isolati ed abbandonati ad un futuro incerto.
L’Azienda continua a chiamarli affermando che le nuove attività, promesse entro Novembre e non ancora ufficializzate, non li coinvolgeranno e, di conseguenza, propone loro solo la ricollocazione esterna (SERNET) e la mobilità (100 disponibili) insistendo affinchè si accetti una delle due soluzioni. Essendo, come stabilisce l’accordo, questi due strumenti su base volontaria, ai lavoratori ed alle lavoratrici in CIGS che non intendono usufruire di tali strumenti, l’Azienda non ha ancora saputo indicare chiaramente in quale reparto rientreranno e quali saranno le loro mansioni.
Ad oggi, nessun corso di riqualificazione finalizzato alla ricollocazione interna è stato attivato e, per il 2013, vengono prospettati esclusivamente corsi finalizzati alla ricollocazione esterna. Inoltre l’Azienda paventa, sempre per il 2013, l’apertura di una ulteriore procedura di CIGS che, a suo dire, quasi sicuramente colpirà ancora gli stessi lavoratori e lavoratrici e quindi non prevede, per l’ennesima volta, alcuna rotazione. ALU, in sostanza, la crisi aziendale intende riversarla sempre e solo sugli stessi lavoratori e lavoratrici (il 10% della forza lavorativa attuale) che vengono trattati come esuberi strutturali e non come persone da valorizzare e riqualificare. I lavoratori e le lavoratrici di Alcatel-Lucent non possono rimanere indifferenti di fronte a questo atteggiamento vessatorio e discriminatorio. Per i nostri colleghi e colleghe in cassa integrazione l’unica soluzione per far valere i propri diritti, sanciti anche dall’accordo, è quella di ricorrere ad una vertenza legale esponendosi in prima persona?

All’interno di ALU questo scenario viene affrontato con uno strano silenzio da parte di chi sta ancora lavorando e con la timida rivendicazione dei sindacati attraverso qualche sporadico comunicato che non prevede e non prospetta azioni concrete ed unitarie che coinvolgano tutti i lavoratori e le lavoratrici per tutelare i punti dell’accordo ancora disattesi e per sostenere ed unire fattivamente i colleghi e le colleghe in cassa. Non ci sono indagini nei vari reparti per raccogliere informazioni relativamente ai carichi di lavoro, mentre sarebbe molto utile analizzarli nel dettaglio per avere un quadro d’insieme che possa aiutare a capire, anche in prospettiva, l’evoluzione della “trasformazione” in atto.

Perché questo silenzio surreale? Perché questa limitata diffusione delle informazioni e delle rivendicazioni sindacali? Perché nessuna indagine fra i lavoratori e le lavoratrici per possibili azioni condivise? Era forse questo quello che si voleva ottenere, per i nostri colleghi e colleghe colpiti dalla cassa, firmando l’accordo?
Se così non è, dove sono tutti i lavoratori e le lavoratrici “arrabbiati” ed “indignati” che, da gennaio a giugno, hanno manifestato la loro contrarietà alla politica aziendale, la loro solidarietà e la loro partecipazione alla causa comune per far cambiare strategia all’Azienda? L’aforisma “NON UNO DI MENO”, frutto dell’impegno e dalla partecipazione collettiva, va rilanciato e sostenuto attivamente ma, soprattutto, con convinzione perseguito tutti insieme: Organizzazioni Sindacali, RSU, lavoratori e lavoratrici in cassa e non.

Proviamo ad utilizzare ancora le assemblee di reparto che hanno portato ai 3gg di sciopero di febbraio.
Proviamo a pensare e proporre delle possibili iniziative (manifestazione e/o presidio con sciopero, raccolta firme, articoli sui giornali…) per chiedere il rispetto e l’attuazione dell’accordo in tutti i suoi punti, per chiedere un futuro dignitoso in ALU ai nostri colleghi e colleghe colpiti dalla CIGS e per far capire al management che i lavoratori e le lavoratrici sono uniti e pronti a mobilitarsi ancora.

PROVIAMO, CHIEDIAMO, PARLIAMO, CONDIVIDIAMO…ROMPIAMO IL SILENZIO!!!

Dicembre 2012
Alcuni lavoratori e lavoratrici “dentro e fuori” ALU

giovedì 1 novembre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

accordo Cigs in nokia diverso da Alcatel Lucent


Accordo CIGS Nokia Siemens ,

- 7 mesi al massimo per singolo lavoratore
-  rotazione  , al massimo 4 mesi consecutivi
- integrazione gia nei primi mesi dello stipendio da parte dell'azienda
- ricollocazione e riqualificazione

http://rsunsn.myblog.it/media/01/01/4074305754.pdf

come mai in Alcatel Lucent non si e' riusciti ?

venerdì 26 ottobre 2012

riusciamo a mettere nel blog il questionario :

VALUTAZIONI: “NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRA CIGS” 

  1. Considerando che l'Azienda non ha voluto utilizzare il contratto di solidarietà ed ha fatto ricorso alla CIGS, tu pensi che il suo obiettivo sia quello di ridurre il personale, con scelte mirate, piuttosto che contenere i costi in attesa di un rilancio del settore TLC?

SI    /   No   /   Altro
  1. Secondo te, vi potrebbero essere altre soluzioni percorribili per ridurre i costi che non sono state prese in considerazione dall'Azienda? 
SI    /   No   /   Altro

  1. Conosci persone in CIGS che potrebbero essere ricollocate senza dover prima essere riqualificate?

SI    /   No   /   Reparto?   /   Responsabile? 

  1. Secondo te, si potrebbe, nel reparto dove lavori oppure in altri reparti, attuare diversamente la distribuzione della CIGS aumentando la platea e diminuendo l'impatto sui singoli?

SI    /   No   /   Reparto?   /   Responsabile? 

  1. Ti aspettavi che la CIGS prevedesse due trattamenti diversi tra Region e R&D?

SI    /   No   /

Riflessioni:________________________________________________________________________
  1. Ti aspettavi che la CIGS venisse applicata con il massimo della sospensione dal lavoro 9/6 mesi?
SI    /   No   /

Riflessioni:________________________________________________________________________
  1. Ti aspettavi che, a distanza di 3 mesi dall'applicazione della CICS, non sarebbero stati avviati corsi di riqualificazione professionale , nonostante i finanziamenti già stanziati da Fondimpresa?

SI    /   No

Riflessioni:________________________________________________________________________
  1. Ti aspettavi che vi sarebbe stata una sola ricollocazione, ad oggi, tramite IJOM e GROW per le persone colpite dalla CIGS? ?

SI    /   No

Riflessioni:________________________________________________________________________

ACCORDO CIGS NOKIA SIEMENS


Accordo NOKIA SIEMENS - CIGS

L'accordo prevede cigs a rotazione, mobilità volontaria e incentivata e sostegno al reddito: 300 euro lordi per i primi due mesi di cassa, poi un'integrazione che garantirà l’80 per cento del salario
di rassegna.it
L’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo economico, per discutere dei licenziamenti imposti da Nokia Siemens Networks,si era concluso con un mancato accordo: cassa integrazione straordinaria a zero ore (ossia l’anticamera dei licenziamenti) era ciò che l’impresa chiedeva ai sindacati di avallare. Due giorni dopo, a Cassina de Pecchi, si è tenuta un’affollata e tesa assemblea per discutere con i lavoratori dei motivi del mancato accordo e il “che fare”.

"Lì, si sono confrontate due opzioni – ricorda la Fiom di Milano – assolutamente inconciliabili. La prima, quella di chi chiedeva al sindacato di riaprire il confronto sulla base del piano di ristrutturazione presentato dall’impresa, di chinare la testa e accettare la cassa a zero ore, ossia i licenziamenti posticipati. La seconda, quella di chi per mesi ha scioperato e manifestato perché il sito di Cassina de Pecchi non si trasformasse in un’area dismessa, ed era determinato a continuare la lotta. Quell’assemblea ha segnato il punto di svolta. Il giorno dopo l’impresa ha informalmente riaperto la trattativa".

Il risultato è un accordo che prevede la cigs a rotazione(garantisce che nessun lavoratore venga lasciato a casa per un intero anno), la mobilità volontaria e incentivata e il sostegno al reddito (300 euro lordi per i primi due mesi di cassa, poi un’integrazione che garantisce l’80 per cento del reddito, fino a un massimale di 1.600 euro mensili netti). In sintesi: Nokia Siemens Networks è stata costretta a fare marcia indietro.

"Per quanto ci riguarda – rileva la Fiom milanese –, a sconfiggere il devastante piano dell’impresa è stata la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori che in questi mesi hanno scioperato e manifestato, quelli che nell’assemblea del 18 ottobre anche di fronte all’imminente arrivo delle lettere di licenziamento hanno espresso la loro volontà di proseguire la lotta. L’accordo, che verrà formalmente firmato al ministero dello Sviluppo economico il 29 ottobre e andrà poi 'gestito' con la partecipazione attiva dei lavoratori, è un passaggio importante. L’obiettivo era e resta il mantenimento e il riavvio delle attività produttive a Cassina, perché nessuno venga in futuro licenziato e per riportare al lavoro chi è già stato estromesso".